Strategie e consigli base di Social Media Marketing

26 febbraio 2014  

Oggi la promozione di un’azienda o di un prodotto non può più prescindere da una adeguata attività sui Social Network. Questi moderni strumenti di condivisione possono determinare il successo o il fallimento di una proposta commerciale.
Social Media Marketing: Usare i più canali più popolari dei Social Media (Facebook, Twitter, YouTube, Google+, Pinterest, ecc.) è quasi obbligatorio. Queste attività devono inizialmente sottostare a molteplici valutazioni e poi a relative strategie pianificate con regolarità.

Qualunque sia il canale utilizzato vi riportiamo dei consigli di base che andrebbero seguiti per diffondere i contenuti in modo virale e quindi ottenere dei risultati.

Considerazioni iniziali
Senza mettere in discussione la validità di ogni singolo Social Network, bisogna capire se tale piattaforma sia idonea ad ogni singolo caso.
Per l’apertura di una Fan Page su Facebook non si può prescindere dal valutare se si hanno risorse e tempo necessari per tenerla aggiornata, altrimenti il rischio è quello di trasmettere l’idea di un’azienda poco presente e non attenta.
In questo caso il risparmio non paga quasi mai: cercare di gestire la pagina nei ritagli di tempo (che spesso non si ha) per evitare dei costi di risorse esterne (e qualificate) incide su degli aspetti fondamentali, come la frequenza di aggiornamento e la qualità dei contenuti pubblicati.

Obiettivi che si vuole raggiungere
E’ fondamentale stabilire degli obiettivi da raggiungere, decidere quali canali e quali strategie attivare.
La vendita di un prodotto oppure far conoscere il marchio aziendale implicano scelte e strategie diverse.
Ad esempio la promozione di un pacchetto benessere in una spa necessita di un’interazione verbale con i possibili clienti (come un post della promozione pubblicato su Facebook), mentre per dare visibilità alla struttura è preferibile un maggiore impatto visivo (come un video su YouTube).
E’ naturale poi che le diverse azioni sinergiche favoriscano maggiori possibilità di ottenere risultati.

Pianificare le attività
La frequenza e la regolarità degli aggiornamenti pubblicati (senza prescindere dalla qualità dei contenuti) fanno percepire la vitalità dell’azienda ai vari utenti.
I vari canali social hanno diverse frequenze ottimali che andrebbero rispettate per evitare gli eccessi in entrambe le direzioni.
La preparazione dei contenuti (testi, immagini, video, audio, file in genere) è un’attività creativa che necessità anche di una adeguata pianificazione.
Potrebbe essere utile pianificare, anche una sola volta a settimana, una specie di piccola storyboard con i contenuti da realizzare, creandoli e schedulandoli nel breve oppure nel medio termine.
Questo ottimizza il tempo investito e permette di dare una logica, anche sequenziale, alla pubblicazione dei vari post, tweet, pin, video ecc.

Usare il giusto linguaggio
Ogni canale social ha i suoi utenti con gusti e linguaggi diversi. Vanno considerate anche le relative differenze tecniche, come ad esempio il limite di 140 caratteri di un tweet che costringe a comunicare in modo diverso rispetto ad un post su Facebook.
Il contenuto testuale deve essere adeguato e curato, è importante inserire keyword idonee ed esplicite nei vari titoli, metadati, descrizioni, tag, hashtag.
Un errore da evitare assolutamente è quello di pubblicare dei contenuti uguali su piattaforme diverse.
L’utente non verrà invogliato a seguire i diversi canali e il lavoro sinergico sui vari profili sarebbe inutile.
Vanno offerti contenuti diversi per aumentare le interazioni cross-media.

Call To Action (Invito all’azione)
L’utente è spesso pigro e ha poco tempo a disposizione. Va stimolato con un messaggio finale breve, conciso e diretto. Un invito che non sia esplicito viene poco visto e considerato o non porta risultati.
Questo tipo di approccio sul web è definito Call-to-action (invito all’azione). Spesso si realizza con un pulsante testuale scritto ad oc e con il relativo link ad una pagina o una scheda.
Anche i pulsanti di condivisione sono un invito a far sapere ad altri che il post è piaciuto o che il prodotto è stato gradito. Inserire discretamente questi strumenti è ormai quasi obbligatorio.

Testimonial spontanei
L’affidabilità di un brand o la credibilità di un prodotto è proporzionale alla sua popolarità e al numero dei suoi sponsor: un testimonial spontaneo, esperto e competente in quell’ambito può far aumentare la fiducia del cliente e quindi le vendite.

Statistiche
Dopo il lancio di una campagna di social marketing è fondamentale la misurazione e l’analisi dell’operato tramite le statistiche, per ottimizzare al meglio le azioni successive.
E’ utilissimo capire quali sorgenti di traffico funzionano e quali no; conoscere l’identikit dell’utente tipo; studiare le interazioni generate dai contenuti per sapere cosa funziona e cosa no; conoscere la distribuzione temporale e geografica degli utenti.
Potrebbe essere importante schedulare la pubblicazione dei contenuti sui differenti canali in fasce orarie diverse.

Contenuto, Contenuto, Contenuto
Lo slogan che piace tantissimo a Google “Content is the King” deve sempre essere tenuto in considerazione. Tutte le regole e i consigli possibili non valgono nulla se non si ha un buon prodotto da far conoscere o se non si ha un marchio credibile ed autorevole. E’ fondamentale investire e intervenire con regolarità in ciò che si offre.
I contenuti messi on line devono essere creati e curati con molta attenzione, evitando errori e imprecisioni di ogni tipo. Nel viral marketing è la forza del messaggio che fa il grosso del lavoro, diffondendolo tra gli utenti spontaneamente.

Esperienza
È importante maturare una buona esperienza sul campo, facendo esperimenti e anche errori da cui imparare. Ogni prodotto o marchio fa storia a sé, quindi le strategie e le azioni spesso devono essere diverse nell’approccio e nella gestione.
Solo sul campo si scoprono le diverse potenzialità dei vari Social Network ed il loro linguaggio e si imparano le fondamentali strategie per fare promozione e i giusti metodi di pianificazione, questo avviene solo attraverso lo studio e l’analisi di case history reali.

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PS: il pulsante qui sopra è un concreto esempio di invito all’azione (call-to-action)!

Fabio Magnelli
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Web Master Senior - ,adarte.
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